Plusvalenza su azioni: come si calcola, passo per passo
← Magazine · Pubblicato il 11 settembre 2026 · 7 min di lettura
<p>Quando vendi un'azione a un prezzo piu alto di quello a cui l'hai comprata, la differenza si chiama plusvalenza. E una parola che trovi sul rendiconto della banca, nel modello della dichiarazione dei redditi e nelle comunicazioni del broker, e indica sempre la stessa cosa: quanto e cresciuto il valore di quello che hai venduto rispetto a quanto ti era costato. Qui vediamo come si costruisce quel numero, riga per riga.</p>
<h2 id="cosa-e">Che cos'e una plusvalenza su azioni</h2>
<p>La plusvalenza e la differenza positiva fra quello che incassi vendendo un'azione e quello che quell'azione ti era costata. Se la differenza e negativa si chiama minusvalenza. Per il fisco italiano non e un dettaglio linguistico: il Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), all'articolo 67, classifica le plusvalenze da cessione di azioni fra i "redditi diversi di natura finanziaria", e l'articolo 68 dice come si calcolano — la differenza fra i corrispettivi percepiti e il prezzo di acquisto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene ceduto.</p>
<p>Due parole che tornano spesso e che conviene chiarire subito. "Corrispettivo" e semplicemente la somma che ti arriva dalla vendita. "Costo inerente" sono le spese che hai sostenuto proprio per comprare o vendere quel titolo: le commissioni, tipicamente.</p>
<h2 id="come-si-calcola">Come si calcola, con i numeri</h2>
<p>La formula e una sottrazione: prezzo di vendita per il numero di azioni vendute, meno il costo di acquisto delle stesse azioni, meno le commissioni pagate da entrambe le parti dell'operazione. Un esempio. Compri 100 azioni a 12 euro l'una: 1.200 euro, piu 5 euro di commissione, fanno 1.205 euro di costo. Piu avanti le vendi tutte a 15 euro: incassi 1.500 euro, meno 5 euro di commissione, restano 1.495 euro. La plusvalenza e 1.495 meno 1.205, cioe 290 euro.</p>
<p>Il conto si complica quando hai comprato lo stesso titolo in momenti diversi, a prezzi diversi, e ne vendi solo una parte: a quel punto serve sapere quanto ti e costata "in media" ciascuna azione che hai in mano. Quel numero e il prezzo medio di carico, e si ottiene dividendo tutto quello che hai speso per quel titolo, commissioni comprese, per il numero di azioni che possiedi. Il passaggio e spiegato nel dettaglio in <a href="/magazine/prezzo-medio-di-carico">come si calcola il prezzo medio di carico</a>.</p>
<h2 id="chi-fa-il-conto">Chi fa questo conto al posto tuo</h2>
<p>Se tieni le azioni presso una banca o un broker italiano in regime del risparmio amministrato, il conto lo fa l'intermediario a ogni vendita, e tu ricevi il risultato gia pronto. Il regime amministrato e disciplinato dall'articolo 6 del D.Lgs. 461/1997: l'intermediario calcola la plusvalenza operazione per operazione, tiene il conto delle minusvalenze accumulate e versa l'imposta per tuo conto, senza che tu debba dichiarare nulla.</p>
<p>Se invece operi con un intermediario estero che non fa da sostituto d'imposta, sei nel regime dichiarativo (articolo 5 dello stesso decreto): il calcolo lo fai tu, operazione per operazione, e il risultato finisce nel quadro RT della dichiarazione dei redditi. E il motivo per cui chi usa un broker estero si trova spesso a dover ricostruire a mano tutti gli acquisti di un titolo.</p>
<h2 id="azioni-in-valuta">Le azioni comprate in dollari: dove entra il cambio</h2>
<p>Se compri un'azione quotata in una valuta diversa dall'euro, la plusvalenza si calcola comunque in euro, e il cambio fa parte del conto. L'articolo 9 del TUIR stabilisce che i corrispettivi e i costi in valuta estera si convertono in euro al cambio del giorno in cui sono stati percepiti o sostenuti. Vuol dire che il prezzo di acquisto si converte al cambio del giorno dell'acquisto e il prezzo di vendita al cambio del giorno della vendita.</p>
<p>La conseguenza pratica: un titolo americano puo salire in dollari e darti una plusvalenza in euro piu piccola, o piu grande, a seconda di come si e mosso il cambio euro/dollaro nel frattempo. Sono due movimenti distinti che finiscono in un unico numero.</p>
<h2 id="minusvalenza">Quando la differenza e negativa: la minusvalenza</h2>
<p>Se vendi a un prezzo piu basso del prezzo medio di carico, ottieni una minusvalenza, e il fisco la registra: l'articolo 68 del TUIR prevede che le minusvalenze si sottraggano dalle plusvalenze dello stesso anno, e che l'eccedenza non utilizzata si possa portare avanti nei quattro periodi d'imposta successivi. Nel linguaggio degli intermediari quel saldo accumulato si chiama "zainetto fiscale": e l'elenco delle perdite ancora spendibili, con la loro data di scadenza.</p>
<p>C'e un punto che sorprende quasi tutti. Non tutto quello che guadagni si compensa con le minusvalenze. Le plusvalenze su azioni e obbligazioni sono redditi diversi (articolo 67 TUIR) e si compensano; i dividendi e i guadagni ottenuti vendendo quote di ETF e di fondi comuni sono invece redditi di capitale (articolo 44 TUIR), e su quelli le minusvalenze accumulate non si possono usare.</p>
<h2 id="realizzata-o-latente">Plusvalenza realizzata e guadagno solo sulla carta</h2>
<p>La plusvalenza esiste per il fisco solo quando vendi. Finche il titolo resta nel tuo deposito, per quanto sia salito, quello che vedi e un guadagno potenziale: cambia il valore del tuo portafoglio, non fa scattare nessuna imposta. L'articolo 68 del TUIR parla infatti di corrispettivi "percepiti nel periodo d'imposta", cioe di soldi effettivamente incassati.</p>
<p>E la distinzione fra i due numeri che vedi su qualsiasi rendiconto: il guadagno latente, che si muove ogni giorno con il prezzo, e quello realizzato, che si ferma nel momento della vendita. Se ti serve vedere i due valori separati sul tuo portafoglio, <a href="/magazine/portafoglio-investimenti-come-si-calcola">Quotine fa questo conto</a> posizione per posizione.</p>
<h2 id="tasse">Quanto si paga sulla plusvalenza</h2>
<p>Sulla plusvalenza netta — cioe dopo aver sottratto le minusvalenze disponibili — si applica un'imposta sostitutiva del 26%, aliquota in vigore dal 1° luglio 2014 per effetto dell'articolo 3 del D.L. 66/2014. Nell'esempio di prima, su 290 euro di plusvalenza l'imposta sarebbe di 75,40 euro, e ti resterebbero 214,60 euro.</p>
<p>I titoli di Stato italiani e quelli emessi dai Paesi della cosiddetta white list fanno eccezione: su quelli l'aliquota e del 12,5%. Il funzionamento completo dell'imposta, con i tre regimi fiscali a confronto, e in <a href="/magazine/tassazione-plusvalenze-azioni">tassazione delle plusvalenze su azioni</a>.</p>
<h2 id="cosa-tenere">Che cosa serve tenere da parte</h2>
<p>Per ricostruire una plusvalenza servono quattro informazioni per ogni operazione: la data, il numero di azioni, il prezzo unitario e le commissioni. Sono tutte nelle note informative che l'intermediario ti manda dopo ogni eseguito, e nel rendiconto annuale.</p>
<p>Se il titolo e in valuta, serve anche il cambio del giorno: la Banca d'Italia pubblica i cambi di riferimento giornalieri dell'euro, ed e la fonte a cui si guarda quando bisogna dare un valore in euro a un'operazione fatta in un'altra valuta.</p>
Domande frequenti
- La plusvalenza si calcola prima o dopo le commissioni?
- Dopo. L'articolo 68 del TUIR dice che al prezzo di acquisto si aggiunge ogni altro costo inerente al bene ceduto: le commissioni di acquisto si sommano quindi al costo, e quelle di vendita si sottraggono dall'incasso. Su 1.200 euro di acquisto con 5 euro di commissione, il costo da usare nel conto e 1.205 euro.
- Se il titolo e salito ma non l'ho venduto, devo pagare qualcosa?
- No. La plusvalenza si realizza solo con la vendita, perche l'articolo 68 del TUIR conta i corrispettivi effettivamente percepiti nel periodo d'imposta. Finche le azioni restano nel deposito, il guadagno che vedi e potenziale e non fa scattare l'imposta sostitutiva del 26%.
- Una minusvalenza su azioni si puo usare contro un guadagno su un ETF?
- No. Il guadagno che ottieni vendendo quote di un ETF e un reddito di capitale (articolo 44 del TUIR), mentre le minusvalenze su azioni appartengono ai redditi diversi (articolo 67): le due categorie non si compensano fra loro. Le minusvalenze su azioni si compensano con plusvalenze su azioni, obbligazioni e altri redditi diversi.
- Per quanto tempo restano utilizzabili le minusvalenze?
- L'articolo 68 del TUIR consente di portare l'eccedenza di minusvalenze nei quattro periodi d'imposta successivi a quello in cui si sono formate. Una minusvalenza realizzata nel 2026 resta quindi spendibile fino al 2030 compreso, dopodiche si perde.
- Come si calcola la plusvalenza su un titolo comprato in dollari?
- Si converte tutto in euro prima di fare la sottrazione: l'articolo 9 del TUIR prevede che costi e corrispettivi in valuta estera si convertano al cambio del giorno in cui sono stati sostenuti o percepiti. Il prezzo di acquisto va quindi convertito al cambio del giorno dell'acquisto e quello di vendita al cambio del giorno della vendita, usando i cambi di riferimento pubblicati dalla Banca d'Italia.