Prezzo medio di carico: come si calcola, passo per passo
← Magazine · Pubblicato il 29 agosto 2026 · 5 min di lettura
Hai comprato la stessa azione in tre momenti diversi, a tre prezzi diversi. Adesso nel tuo conto titoli compare un solo numero accanto a quel titolo: il prezzo medio di carico. Non è la media dei tre prezzi che hai visto sullo schermo, ed è il numero da cui parte il calcolo del guadagno o della perdita quando vendi. Qui vediamo come si ottiene, con i conti scritti per intero.
Che cos'è il prezzo medio di carico
Il prezzo medio di carico — spesso abbreviato in PMC — è quanto ti è costata in media una singola azione fra tutte quelle che possiedi di quel titolo. Si ottiene dividendo il totale speso per il numero di azioni in portafoglio.
Il punto da tenere fermo è che il PMC è un numero ponderato: ogni acquisto pesa in proporzione a quante azioni hai comprato in quell'occasione, non conta uno a uno. Comprare 500 azioni a 10 euro e 10 azioni a 20 euro non dà una media di 15 euro, perché il secondo acquisto è piccolo e sposta poco il totale.
Non è un'invenzione dei broker: per i titoli detenuti nel cosiddetto regime amministrato, l'articolo 6 del D.Lgs. 461/1997 stabilisce che il costo di acquisto rilevante ai fini fiscali è determinato sulla base del costo medio ponderato di ciascuna categoria di titoli. È lo stesso conto che vedi in piattaforma.
La formula, scritta in italiano
La formula è una divisione:
prezzo medio di carico = totale speso ÷ numero di azioni possedute
Dove «totale speso» è la somma di tutti gli acquisti, ognuno calcolato come prezzo pagato × quantità. In simboli, con tre acquisti:
PMC = (P₁ × Q₁ + P₂ × Q₂ + P₃ × Q₃) ÷ (Q₁ + Q₂ + Q₃)
Due parole del mestiere che compaiono spesso qui accanto: controvalore è semplicemente prezzo × quantità, cioè quanto vale in euro un blocco di azioni; ponderato vuol dire che ogni prezzo entra nella media con il peso della sua quantità.
Un esempio con i numeri
Supponiamo tre acquisti dello stesso titolo:
- gennaio: 100 azioni a 12,00 € → 1.200 €
- aprile: 50 azioni a 15,00 € → 750 €
- settembre: 150 azioni a 9,00 € → 1.350 €
Totale speso: 1.200 + 750 + 1.350 = 3.300 €. Azioni possedute: 100 + 50 + 150 = 300.
Prezzo medio di carico: 3.300 ÷ 300 = 11,00 €.
La media aritmetica dei tre prezzi (12, 15 e 9) sarebbe 12,00 €: un euro più alta. La differenza nasce tutta dal terzo acquisto, il più grosso e il più a buon mercato, che tira giù la media perché pesa per metà del portafoglio.
Dove entrano le commissioni
Le commissioni di acquisto sono soldi che hai speso per avere quelle azioni, quindi entrano nel totale. La maggior parte delle piattaforme le somma al costo, ed è anche il trattamento fiscale: l'articolo 68 del TUIR (DPR 917/1986) prevede che il costo di acquisto sia aumentato di ogni onere inerente alla produzione della plusvalenza, con l'unica eccezione degli interessi passivi.
Nell'esempio di prima, con 5 € di commissione per ciascuno dei tre ordini, il totale speso diventa 3.315 € e il prezzo medio di carico 3.315 ÷ 300 = 11,05 €.
Vale la pena controllare come si comporta la tua piattaforma: alcune mostrano un PMC «pulito», senza commissioni, e tengono il costo fiscale in un conteggio separato. I due numeri non coincidono, e quello che conta quando arriva la tassa è il secondo.
Che cosa succede quando vendi
Vendere una parte delle azioni non cambia il prezzo medio di carico di quelle che restano: cambia solo la quantità. Se dell'esempio vendi 100 azioni, ti restano 200 azioni con lo stesso PMC di 11,00 €.
Il PMC serve invece a calcolare il risultato della vendita. La differenza fra il prezzo di vendita e il prezzo medio di carico, moltiplicata per le azioni vendute, è la plusvalenza (se positiva) o la minusvalenza (se negativa). Vendendo 100 azioni a 14,00 €: (14,00 − 11,00) × 100 = 300 € di plusvalenza, su cui si calcola l'imposta. Come funziona quel passaggio lo trovi in tassazione delle plusvalenze su azioni.
Un nuovo acquisto, invece, ricalcola tutto: si riparte dal totale speso aggiornato diviso per la nuova quantità.
Che cosa non lo cambia (e che cosa sì)
Non spostano il prezzo medio di carico:
- i dividendi incassati: sono un reddito a sé, tassato per conto suo, e non riducono quanto hai pagato le azioni. Il conto è spiegato in tassazione dei dividendi;
- l'andamento del prezzo di mercato: il PMC guarda solo al passato, a quanto hai speso;
- le vendite parziali, come visto sopra.
Lo cambiano invece le operazioni che modificano il numero di azioni senza che tu compri o venda, come frazionamenti e raggruppamenti: se ogni azione diventa due, la quantità raddoppia e il prezzo medio di carico si dimezza, perché il totale speso è rimasto quello. In questi casi conviene verificare il valore riportato dall'intermediario dopo l'operazione.
Se hai lo stesso titolo su più conti
Ogni intermediario calcola il prezzo medio di carico sui soli titoli che custodisce lui: non sa che cosa hai altrove. Se lo stesso titolo è diviso fra due conti, hai due PMC diversi, e nessuno dei due è il prezzo medio dell'intera posizione. Per averlo devi rifare la divisione a mano, sommando totale speso e quantità dei due conti.
Lo stesso vale per i trasferimenti di titoli da un intermediario a un altro: il costo di acquisto viaggia insieme ai titoli attraverso la documentazione che il vecchio intermediario trasmette al nuovo, e in mancanza di quei dati il nuovo intermediario non è in grado di ricostruire il prezzo di carico corretto.
In sintesi
Il prezzo medio di carico è una divisione: quanto hai speso in tutto, diviso quante azioni hai. Pesa ogni acquisto per la sua quantità, include le commissioni quando è calcolato ai fini fiscali (art. 68 TUIR), non si muove quando vendi una parte della posizione e si ricalcola a ogni nuovo acquisto. È il numero da cui parte ogni conto sulla tassazione, ed è l'unico motivo per cui vale la pena controllarlo ogni tanto.
Domande frequenti
- Il prezzo medio di carico è la media dei prezzi a cui ho comprato?
- No, è una media ponderata: ogni acquisto pesa per la quantità di azioni comprate in quell'occasione. Comprare 100 azioni a 12 € e 200 a 9 € dà un prezzo medio di 10 €, non di 10,50 € come sarebbe con la media semplice, perché il secondo acquisto è il doppio del primo.
- Le commissioni entrano nel prezzo medio di carico?
- Ai fini fiscali sì: l'articolo 68 del TUIR (DPR 917/1986) prevede che il costo di acquisto sia aumentato di ogni onere inerente, e le commissioni lo sono. Alcune piattaforme mostrano però un prezzo medio senza commissioni: i due numeri non coincidono, e per il calcolo dell'imposta conta quello che le include.
- Se vendo metà delle azioni, il prezzo medio di carico cambia?
- No. La vendita riduce la quantità, ma le azioni che restano hanno lo stesso prezzo medio di carico di prima. A cambiarlo è solo un nuovo acquisto, che fa ripartire la divisione fra totale speso aggiornato e nuova quantità.
- Perché il mio broker mostra un prezzo medio di carico diverso dal mio conto?
- Le differenze più comuni sono tre: le commissioni incluse o escluse dal calcolo, lo stesso titolo diviso su più intermediari (ognuno calcola solo la parte che custodisce) e le operazioni sul capitale come frazionamenti e raggruppamenti, che cambiano la quantità senza che tu abbia comprato o venduto.
- I dividendi abbassano il prezzo medio di carico?
- No. Il dividendo è un reddito di capitale, tassato separatamente al momento dell'incasso, e non modifica quanto hai pagato le azioni. Il prezzo medio di carico registra solo il denaro uscito per comprare i titoli.