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Valutazione di una startup: come si calcola in un round

← Magazine · Pubblicato il 18 settembre 2026 · 6 min di lettura

Quando una startup raccoglie soldi, la sua valutazione è il numero che lega due cose: quanto viene versato e quale fetta della società si riceve in cambio. Non è un prezzo di borsa, perché le quote di una startup non si scambiano ogni giorno su un mercato: è una cifra concordata fra la società e chi entra nel capitale, fissata una volta per ogni raccolta. Qui vedi come si fa il conto, cosa succede alla quota di chi c'era già e come si legge quel numero negli anni successivi.

Cosa vuol dire valutazione di una startup

La valutazione di una startup è il valore che la società si attribuisce, d'accordo con i nuovi soci, nel momento in cui apre una raccolta di capitale: da quel valore discende quanta parte della società ottiene chi versa denaro. Ogni raccolta si chiama round (giro di finanziamento), e ogni round ha la sua valutazione. Fra un round e l'altro nessuno ricalcola il numero: resta quello dell'ultima raccolta fino alla successiva.

Per questo la valutazione di una startup non si muove come il prezzo di un'azione quotata. Un'azione di una società in borsa cambia prezzo a ogni scambio; la quota di una startup ha un valore di riferimento che cambia a scatti, solo quando entrano soldi nuovi a condizioni nuove.

Pre-money e post-money: i due numeri del round

Ogni round ha due valutazioni: la pre-money, cioè quanto vale la società prima che arrivino i soldi nuovi, e la post-money, cioè quanto vale subito dopo, soldi compresi. Il legame è una somma: post-money = pre-money + capitale raccolto. La quota del nuovo socio è il suo versamento diviso la post-money.

Un esempio con cifre inventate, per seguire il conto:

Il rapporto funziona anche al contrario. Se un comunicato dice «round da 500.000 € per il 20% della società», la post-money è 500.000 ÷ 0,20 = 2.500.000 €, e togliendo la raccolta ritrovi la pre-money da 2.000.000 €. È il passaggio che ti serve quando una notizia riporta solo due dei tre numeri.

Il prezzo della quota e il sovrapprezzo

In pratica un round è un aumento di capitale, e il prezzo che paghi si divide in due parti: una piccola parte va a capitale sociale, al valore nominale, e il resto è sovrapprezzo, cioè quanto paghi in più rispetto al nominale perché la società vale più del suo capitale di partenza. Per le srl, la forma più comune fra le startup italiane, l'articolo 2481-bis del Codice civile stabilisce che la decisione di aumento indichi l'eventuale sovrapprezzo insieme a modalità e termini della sottoscrizione.

Riprendendo l'esempio: se prima del round il capitale sociale nominale era 10.000 € e il nuovo socio deve arrivare al 20% dopo il round, il capitale nominale nuovo è 10.000 × 20 ÷ 80 = 2.500 €. Dei 500.000 € versati, quindi, 2.500 € vanno a capitale e 497.500 € sono sovrapprezzo. Il valore nominale dice poco sul valore economico: è la somma dei due che fissa quanto è stata pagata la quota.

Sempre secondo l'articolo 2481-bis del Codice civile, chi sottoscrive un aumento in denaro versa subito almeno il 25% della parte di capitale sottoscritta e, se previsto, l'intero sovrapprezzo.

Cosa succede alla quota di chi c'era già

Quando entrano soldi nuovi, la percentuale di ogni socio che non partecipa al round scende, anche se il numero delle sue quote resta lo stesso: è la diluizione. La nuova percentuale si calcola moltiplicando quella di prima per il rapporto fra pre-money e post-money.

Con i numeri dell'esempio, un socio che aveva il 10% passa a 10% × 2.000.000 ÷ 2.500.000 = 8%. La sua fetta è più piccola, ma è una fetta di una società che, secondo il round, vale di più: prima era il 10% di 2.000.000 €, cioè 200.000 €; dopo è l'8% di 2.500.000 €, sempre 200.000 €. La diluizione a valutazione pre-money invariata sposta le percentuali, non il valore della quota.

Chi vuole mantenere la propria percentuale partecipa al round in proporzione. Nelle srl l'articolo 2481-bis del Codice civile riconosce ai soci il diritto di sottoscrivere l'aumento in proporzione alle quote possedute, con un termine non inferiore a trenta giorni da quando viene comunicato che l'aumento può essere sottoscritto; l'atto costitutivo può però prevedere che le nuove quote siano offerte a terzi, e in quel caso chi non ha approvato la decisione ha il diritto di recesso. Nell'esempio, il socio al 10% mantiene il 10% versando il 10% della raccolta, cioè 50.000 €. Se sei socio di una società per azioni, lo stesso meccanismo si chiama diritto di opzione ed è spiegato nell'articolo sull'aumento di capitale.

Da dove viene il numero della pre-money

La pre-money è il frutto di una trattativa fra i fondatori e chi investe: non esiste una formula di legge che la fissi. Chi negozia porta argomenti — i ricavi, se ci sono, le valutazioni di società simili in round recenti, quanto la startup dovrebbe valere in futuro secondo i suoi piani — ma il numero finale è quello su cui le parti si accordano e che entra nella delibera di aumento.

Nelle raccolte aperte al pubblico la valutazione è scritta nei documenti dell'offerta. Sulle piattaforme di equity crowdfunding, il regolamento europeo (UE) 2020/1503 sui fornitori di servizi di crowdfunding richiede una scheda con le informazioni chiave sull'investimento: lì trovi quanto si vuole raccogliere, a che prezzo e per quale quota. Il resto del percorso, dall'iscrizione alla piattaforma al periodo di riflessione, è nell'articolo su come funziona l'equity crowdfunding.

Alcuni round usano strumenti che rimandano la valutazione a dopo, come i finanziamenti convertibili: chi versa oggi riceve quote al round successivo, a una valutazione che in quel momento ancora non esiste. In questi casi la percentuale si conosce solo quando il round successivo si chiude.

Come si legge il valore della tua quota dopo il round

Dopo un round, il valore di riferimento della tua partecipazione è la tua percentuale moltiplicata per la post-money dell'ultimo round: è una valorizzazione all'ultimo prezzo pagato, non un prezzo a cui qualcuno è pronto a comprare. Resta ferma fino al round successivo, quando si ricalcola con la nuova pre-money e la nuova percentuale.

Il round successivo può chiudersi a una pre-money più alta, uguale o più bassa della post-money precedente. Nel primo caso la quota vale di più anche se la percentuale scende; nell'ultimo caso la quota vale di meno e si diluisce di più, perché con la stessa raccolta i nuovi soci ottengono una fetta più grande. Per seguire nel tempo più partecipazioni e i loro round, Quotine registra pre-money e capitale raccolto come li comunica la società e calcola da solo post-money, nuova percentuale e valore della quota.

Per il quadro generale — cosa rende una società una startup innovativa, come si entra nel capitale e le agevolazioni fiscali previste — c'è l'articolo su come funziona investire in startup.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra pre-money e post-money?
La pre-money è il valore della startup prima che arrivino i soldi del round; la post-money è il valore subito dopo, ed è uguale alla pre-money più il capitale raccolto. La quota del nuovo socio è il suo versamento diviso la post-money.
Come si calcola la quota che ottiene chi investe in un round?
Si divide quanto viene versato per la valutazione post-money. Con 500.000 euro versati su una post-money di 2.500.000 euro, la quota è il 20%.
Se non partecipo a un round, la mia quota perde valore?
La tua percentuale scende nel rapporto fra pre-money e post-money. Il valore della quota resta lo stesso se la pre-money del nuovo round è uguale alla post-money del round precedente, sale se è più alta, scende se è più bassa.
Chi decide la valutazione di una startup?
La concordano i fondatori e chi entra nel capitale: nessuna legge fissa una formula. Il numero finale entra nella decisione di aumento di capitale, che per le srl indica anche l'eventuale sovrapprezzo, come prevede l'articolo 2481-bis del Codice civile.