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Delisting: cosa significa e cosa succede agli azionisti

← Magazine · Pubblicato il 30 settembre 2026 · 6 min di lettura

Delisting vuol dire che le azioni di una società escono dalla Borsa: non si comprano e non si vendono più sul mercato. Se ne hai qualcuna, la domanda vera è cosa succede a te. La risposta dipende dalla strada che porta al delisting, e per ognuna la legge ti dà uno strumento preciso per uscire e un modo preciso per calcolare il prezzo. Qui li vediamo uno per uno, con le regole del Testo unico della finanza (TUF), del Codice civile e di Borsa Italiana.

Cosa significa delisting

Delisting significa revoca dalla quotazione: le azioni di una società smettono di essere negoziate in un mercato regolamentato, come Euronext Milan di Borsa Italiana. La società continua a esistere e le azioni restano valide, ma da quel giorno non hanno più un prezzo di Borsa e non si possono vendere con un semplice ordine dalla tua banca.

È l'opposto della quotazione (in inglese listing, da cui il nome). Non va confuso con la sospensione, che è una pausa temporanea degli scambi: dopo una sospensione le azioni possono tornare a essere negoziate, dopo un delisting no.

Perché una società esce dalla Borsa

Una società esce dalla Borsa per tre strade: qualcuno ne compra quasi tutte le azioni con un'offerta pubblica, la società stessa decide di uscire (di solito con una fusione in una società non quotata), oppure Borsa Italiana revoca le azioni perché non c'è più un mercato regolare.

Cosa succede agli azionisti con il delisting

Con il delisting dopo un'OPA hai due strumenti: sopra il 95% del capitale in mano all'offerente puoi chiedergli di comprare le tue azioni, e sopra il 90% l'offerente può comprarle anche senza il tuo consenso. Con il delisting deciso dall'assemblea hai invece il diritto di recesso, cioè di farti liquidare le azioni.

Le soglie, nel dettaglio:

Quando la procedura di acquisto si chiude, Borsa Italiana revoca le azioni dalla quotazione, come prevede il suo Regolamento dei mercati.

Come si calcola il prezzo che ricevi

Nel sell-out e nello squeeze-out che seguono un'OPA totalitaria il prezzo è di regola lo stesso dell'offerta; nel recesso per delisting è la media dei prezzi di chiusura dei sei mesi prima della convocazione dell'assemblea. In entrambi i casi il metodo è scritto nella legge, non lo sceglie chi compra.

Un esempio con numeri inventati per il recesso: se nei sei mesi le chiusure fossero state in media di 8,40 euro, ogni azione verrebbe liquidata almeno 8,40 euro, qualunque sia il prezzo del giorno dell'assemblea.

Se tieni le azioni dopo il delisting

Se non usi nessuno di questi strumenti, o se nel tuo caso non scattano, resti socio di una società non quotata: le azioni restano tue, con il diritto ai dividendi e al voto in assemblea, ma non hanno più un prezzo di Borsa e venderle richiede di trovare da solo un compratore.

In portafoglio il titolo resta con l'ultimo prezzo di mercato disponibile, che col tempo smette di dire quanto vale davvero la tua quota. I diritti che le azioni ti danno sono gli stessi di prima: li trovi spiegati in Cosa sono le azioni e cosa ti danno quando le compri.

Le tasse sul delisting

Vendere le azioni con un'OPA, con il sell-out, con lo squeeze-out o con il recesso è sempre una cessione: la differenza fra quello che incassi e il tuo prezzo medio di carico è una plusvalenza tassata al 26% (art. 67 del TUIR e art. 5 del D.Lgs. 461/1997), oppure una minusvalenza se incassi meno di quanto hai pagato.

Il prezzo medio di carico è quanto hai pagato in media per ogni azione, commissioni comprese: il calcolo è in Prezzo medio di carico: come si calcola. In regime amministrato, il più comune per chi investe dalla propria banca, l'imposta la calcola e la trattiene la banca. Se il risultato è una perdita, puoi usarla contro guadagni futuri nei quattro anni successivi, come spiega Minusvalenze: come si recuperano ed entro quando.

Con Quotine il prezzo medio di carico di ogni titolo è già calcolato, così sai da quale cifra parte il conto quando arriva il prezzo di uscita.

Domande frequenti

Cosa significa delisting?
Delisting significa revoca dalla quotazione: le azioni di una società escono dalla Borsa e non si comprano né si vendono più sul mercato. La società continua a esistere e le azioni restano valide, ma non hanno più un prezzo di Borsa.
Cosa succede ai piccoli azionisti con il delisting?
Dipende da come si arriva al delisting. Dopo un'OPA, sopra il 95% del capitale puoi chiedere all'offerente di comprare le tue azioni (art. 108 del TUF) e sopra il 90% l'offerente può comprarle anche senza il tuo consenso (art. 111 del TUF). Se il delisting lo decide l'assemblea, chi non ha votato la delibera ha il diritto di recesso (art. 2437-quinquies del Codice civile).
A che prezzo vengono comprate le azioni nel delisting?
Dopo un'OPA totalitaria il prezzo è di regola quello dell'offerta; negli altri casi lo fissa la Consob (art. 108 del TUF). Nel recesso è almeno la media dei prezzi di chiusura dei sei mesi prima della convocazione dell'assemblea (art. 2437-ter del Codice civile).
Posso tenere le azioni dopo il delisting?
Sì, se non scatta lo squeeze-out: resti socio di una società non quotata, con i diritti a dividendi e voto, ma senza un mercato dove vendere le azioni con un ordine dalla banca.
Si pagano le tasse quando le azioni vengono comprate per il delisting?
Sì: è una cessione, e la differenza fra quello che incassi e il tuo prezzo medio di carico è una plusvalenza tassata al 26%, oppure una minusvalenza recuperabile nei quattro anni successivi.