Rischio cambio: come la valuta cambia il valore dei tuoi titoli esteri
← Magazine · Pubblicato il 9 ottobre 2026 · 6 min di lettura
Quando compri un titolo quotato in un'altra valuta, per esempio un'azione americana in dollari, il suo valore in euro dipende da due cose: il prezzo del titolo e il cambio fra euro e dollaro. Il rischio cambio è proprio questo: la parte del risultato che arriva dal movimento della valuta e non dal titolo. Qui vediamo come si calcola, con numeri semplici, e dove lo ritrovi nei documenti e nelle tasse.
Cos'è il rischio cambio
Il rischio cambio è la possibilità che il valore in euro di un investimento salga o scenda perché cambia il tasso di cambio fra l'euro e la valuta in cui l'investimento è espresso. Riguarda chiunque abbia titoli, fondi o conti in una valuta diversa dall'euro: anche se il prezzo del titolo resta fermo, il suo controvalore in euro si muove insieme al cambio.
La parola «rischio» qui non vuol dire solo perdita: il cambio può muoversi a tuo favore o contro di te. Vuol dire che c'è una seconda fonte di variazione, indipendente dall'andamento della società o del mercato in cui hai investito.
Come si legge il tasso di cambio euro-dollaro
Il cambio euro-dollaro si legge come «quanti dollari servono per comprare un euro»: se il cambio è 1,10, un euro vale 1,10 dollari. È la convenzione usata nei cambi di riferimento dell'euro pubblicati dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d'Italia, aggiornati ogni giorno lavorativo intorno alle 16:00 secondo la Banca d'Italia.
Da qui viene la regola che conviene tenere a mente:
- se il numero sale (da 1,10 a 1,25), l'euro si è rafforzato: con gli stessi dollari ottieni meno euro, e i tuoi titoli in dollari valgono meno in euro;
- se il numero scende (da 1,10 a 1,00), l'euro si è indebolito: gli stessi dollari valgono più euro, e i tuoi titoli in dollari valgono di più in euro.
Per passare da dollari a euro si divide per il cambio: 1.000 dollari con il cambio a 1,25 sono 1.000 ÷ 1,25 = 800 euro.
Come si calcola l'effetto del cambio, con un esempio
L'effetto del cambio si calcola convertendo in euro sia il costo d'acquisto, al cambio del giorno in cui hai comprato, sia il valore di oggi, al cambio di oggi: la differenza fra i due racconta il risultato vero in euro. Ecco tre casi con numeri inventati, sempre con 10 azioni comprate a 100 dollari l'una, cioè 1.000 dollari, quando il cambio era 1,10.
Il costo in euro è 1.000 ÷ 1,10 = 909,09 euro.
| Caso | Prezzo oggi | Cambio oggi | Valore in euro | Risultato in euro |
|---|---|---|---|---|
| Titolo fermo, euro più debole | 100 $ | 1,00 | 1.000,00 € | +90,91 € (+10,0%) |
| Titolo fermo, euro più forte | 100 $ | 1,25 | 800,00 € | −109,09 € (−12,0%) |
| Titolo +10%, euro più forte | 110 $ | 1,25 | 880,00 € | −29,09 € (−3,2%) |
Il terzo caso è quello che sorprende di più: il titolo è salito del 10% in dollari, ma in euro il risultato è negativo, perché il rafforzamento dell'euro ha pesato più del guadagno del titolo.
La formula che lega le due parti è questa: (1 + variazione del titolo in valuta) × (1 + variazione della valuta contro euro) − 1. Nel terzo caso: il titolo fa +10%; il dollaro passa da valere 1 ÷ 1,10 a 1 ÷ 1,25 euro, cioè −12%; quindi 1,10 × 0,88 − 1 = −3,2%.
Su Quotine i titoli in dollari e in altre valute stanno nello stesso portafoglio in euro: il costo resta quello del cambio del giorno d'acquisto, il valore usa il cambio di oggi, così la parte di risultato che arriva dalla valuta si vede separata da quella del titolo.
Un ETF quotato in euro ha il rischio cambio?
Sì, se dentro ha titoli in altre valute: la valuta in cui un ETF è quotato in Borsa non toglie il rischio cambio, perché quello che conta è la valuta dei titoli che contiene. Un ETF sulle azioni americane quotato in euro su Borsa Italiana sale e scende anche con il cambio euro-dollaro, esattamente come se avessi comprato le azioni in dollari.
Lo dice anche il KID, il documento con le informazioni chiave che ogni ETF deve avere per le regole europee PRIIPs. Nei KID dei fondi che investono fuori dall'area euro trovi una frase come questa: «I pagamenti avverranno in una valuta diversa da quella di base del Fondo e pertanto il vostro rendimento finale dipenderà dal tasso di cambio tra le due valute. Questo rischio non è considerato nell'indicatore mostrato sopra.» L'indicatore a cui si riferisce è la scala di rischio da 1 a 7: il cambio è un rischio in più, scritto a parte.
Come si misura quanto del tuo portafoglio è esposto a ogni valuta, anche guardando dentro i fondi, è spiegato nella guida alla diversificazione di un portafoglio.
Cosa sono le classi «hedged» con copertura valutaria
Una classe «hedged», cioè «coperta», è una versione di un fondo che usa contratti sui cambi per ridurre l'effetto della valuta: se il fondo è «EUR hedged», il suo valore in euro segue soprattutto l'andamento dei titoli e molto meno quello del cambio. Lo riconosci dal nome, che contiene la parola «hedged» seguita dalla valuta di copertura.
La copertura funziona in entrambe le direzioni: toglie le perdite dovute al cambio, ma anche i guadagni. Si fa con contratti di cambio a termine, rinnovati periodicamente, e non è gratuita: il suo funzionamento e i costi sono descritti nel prospetto e nel KID del fondo. Così come l'ETF non coperto ha un rischio in più, quello coperto ha una voce di costo e un meccanismo in più da conoscere.
Come entra il cambio nelle tasse
Ai fini fiscali, il guadagno o la perdita su un titolo estero si calcola in euro, convertendo il prezzo d'acquisto al cambio del giorno in cui hai comprato e quello di vendita al cambio del giorno in cui hai venduto: lo stabilisce l'articolo 9, comma 2, del Testo unico delle imposte sui redditi. Per questo anche l'effetto del cambio entra nella plusvalenza o nella minusvalenza.
Riprendendo il primo caso della tabella: il titolo è fermo a 100 dollari, ma in euro hai una plusvalenza di 90,91 euro, su cui si paga il 26% (articolo 5 del decreto legislativo 461/1997), cioè 23,64 euro. Allo stesso modo, nel secondo caso la perdita di 109,09 euro è una minusvalenza che puoi usare per compensare guadagni futuri, come spiegato nella guida su come si recuperano le minusvalenze. Il calcolo completo, commissioni comprese, è nella guida sulla plusvalenza su azioni.
Anche i dividendi in valuta vengono convertiti in euro al cambio del giorno in cui li incassi: come si arriva al netto, con le ritenute estere, è spiegato nella guida sulla tassazione dei dividendi.
E se tieni dollari su un conto in valuta?
I guadagni di cambio sulla valuta tenuta su un conto, cioè non investita in titoli, sono tassati solo se nel corso dell'anno la giacenza complessiva in valuta ha superato 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi consecutivi: è la condizione dell'articolo 67, comma 1-ter, del Testo unico delle imposte sui redditi, applicata dall'Agenzia delle Entrate anche nella risoluzione 60/E del 9 dicembre 2024.
Sopra quella soglia, i prelievi e le conversioni della valuta possono generare plusvalenze o minusvalenze di cambio al 26%; sotto, il movimento del cambio sulla liquidità in valuta non ha effetti fiscali. È una regola diversa da quella dei titoli, dove il cambio entra sempre nel calcolo della plusvalenza.
Domande frequenti
- Cosa vuol dire rischio cambio in parole semplici?
- È la parte del risultato di un investimento in valuta estera che dipende dal tasso di cambio con l'euro. Anche se il prezzo del titolo resta fermo, il suo valore in euro sale o scende quando cambia il cambio.
- Se l'euro si rafforza sul dollaro, cosa succede ai miei titoli americani?
- Il loro valore in euro scende, perché con gli stessi dollari ottieni meno euro. Con 1.000 dollari di titoli, passare da un cambio di 1,10 a 1,25 riduce il controvalore da 909,09 a 800 euro, a prezzo del titolo invariato.
- Un ETF quotato in euro elimina il rischio cambio?
- No: conta la valuta dei titoli che l'ETF contiene, non quella in cui è quotato. Il rischio di cambio si riduce solo nelle classi con copertura valutaria, indicate con «hedged» nel nome, che hanno però un costo e annullano anche i guadagni di cambio.
- Il guadagno di cambio si paga di tasse?
- Sui titoli sì: la plusvalenza si calcola in euro usando il cambio del giorno d'acquisto e quello del giorno di vendita (articolo 9 del Testo unico delle imposte sui redditi), quindi l'effetto del cambio è tassato al 26%. Sulla liquidità in valuta, invece, solo se la giacenza ha superato 51.645,69 euro per sette giorni lavorativi consecutivi.
- Dove trovo il cambio ufficiale euro-dollaro di un certo giorno?
- Sul sito della Banca d'Italia, che pubblica i cambi di riferimento dell'euro rilevati dalla Banca Centrale Europea ogni giorno lavorativo intorno alle 16:00, con l'archivio dei giorni passati.