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ETC: cosa sono e come funzionano i titoli legati alle materie prime

← Magazine · Pubblicato il 21 ottobre 2026 · 8 min di lettura

Accanto agli ETF, nel listino di Borsa Italiana trovi una sigla che gli somiglia molto: ETC. Si comprano e si vendono allo stesso modo, ma dentro sono fatti in un altro modo, e questo cambia cosa possiedi davvero, come si forma il prezzo e come vengono tassati i guadagni. Qui vediamo tutto, un passo alla volta.

Cosa sono gli ETC

Un ETC (Exchange Traded Commodity, cioè «materia prima negoziata in Borsa») è un titolo quotato che segue il prezzo di una singola materia prima — oro, argento, petrolio, gas, grano, rame — oppure di un indice di materie prime. Secondo la definizione di Borsa Italiana, gli ETC sono strumenti emessi a fronte dell'investimento diretto dell'emittente nella materia prima fisica oppure in contratti derivati su quella materia prima, e il loro prezzo è quindi legato, direttamente o indirettamente, all'andamento del sottostante. Si comprano e si vendono durante la seduta come un'azione, tramite la tua banca o il tuo broker.

In Italia sono negoziati su ETFplus, il mercato di Borsa Italiana dedicato agli strumenti che replicano indici e materie prime, nello stesso segmento degli ETN (Exchange Traded Notes): Borsa Italiana chiama ETC quelli legati alle materie prime ed ETN quelli legati ad altro, per esempio valute o indici azionari.

In cosa un ETC è diverso da un ETF

La differenza sta nella natura giuridica: un ETF è un fondo, un ETC no. Borsa Italiana lo scrive così: gli ETC «non sono OICR», cioè non sono organismi di investimento collettivo del risparmio come i fondi, ma titoli senza scadenza emessi da una società veicolo, una società creata apposta per emetterli. Quando compri un ETF possiedi una quota di un patrimonio gestito; quando compri un ETC possiedi un titolo emesso da quella società, il cui valore è agganciato alla materia prima.

Da questa differenza ne discende un'altra. Gli ETF armonizzati devono rispettare la direttiva europea sui fondi (UCITS), che impone un certo grado di diversificazione: per questo, come ricorda Borsa Italiana, un ETF non può investire tutto su una singola materia prima. Un ETC sì, ed è il motivo per cui esiste: permette di seguire il prezzo del solo oro, o del solo petrolio. Come funziona un ETF, dall'indice al NAV, è spiegato in come funzionano gli ETF.

Gli ETC fisici: la materia prima nel caveau

Un ETC fisico (in inglese physically backed, «garantito dal bene fisico») è un ETC dietro al quale c'è la materia prima vera, depositata nel caveau di una banca incaricata dall'emittente. Borsa Italiana spiega che il suo valore segue il prezzo a pronti della materia prima, convertito in euro se quella materia prima è quotata in un'altra valuta. Ogni titolo dà diritto a una quantità precisa di metallo, che si chiama entitlement: per esempio un decimo di oncia d'oro.

Per questo gli ETC fisici esistono quasi solo sui metalli preziosi — oro, argento, platino, palladio — che valgono molto, non si deteriorano e si conservano facilmente. Su grano, petrolio o gas, che andrebbero stoccati e si deteriorano, la struttura fisica non funziona, e si usa l'altra.

Il prezzo «giusto» di un ETC fisico lo puoi ricostruire da solo: secondo Borsa Italiana è il prezzo corrente della materia prima moltiplicato per l'entitlement, ed eventualmente diviso per il tasso di cambio.

Gli ETC sui future e il costo del «rolling»

Un ETC sintetico non possiede la materia prima, ma contratti future su di essa: accordi per comprarla a una data futura e a un prezzo fissato oggi. Siccome ogni future ha una scadenza, l'emittente deve continuamente vendere il contratto in scadenza e comprare il successivo: questa sostituzione si chiama rolling, e Borsa Italiana spiega che il rendimento di questi ETC ha tre componenti.

La conseguenza pratica è che un ETC sui future può muoversi in modo diverso dal prezzo della materia prima che leggi sul giornale, anche su periodi lunghi: il rolling lascia il suo segno, mese dopo mese.

Come si forma il prezzo in Borsa e cosa c'entra il dollaro

Il prezzo di un ETC in Borsa nasce dall'incontro fra chi compra e chi vende, ma resta vicino al valore della materia prima grazie a un meccanismo che Borsa Italiana descrive così: esiste un mercato primario, aperto solo agli intermediari autorizzati, dove gli ETC si creano e si rimborsano ogni giorno al loro valore ufficiale. Se il prezzo in Borsa si allontana da quel valore, quegli intermediari hanno interesse a comprare da una parte e vendere dall'altra, e il prezzo torna in linea. Borsa Italiana precisa che il rischio di comprare sopra il valore o di vendere sotto è ridotto, ma non escluso.

Su ETFplus la liquidità è sostenuta da un operatore specialista, il market maker, che si impegna a esporre sempre prezzi in acquisto e in vendita con una differenza massima, controllata da Borsa Italiana. Il lotto minimo è di un solo titolo, e le contrattazioni continue si svolgono dalle 9:04 alle 17:30, secondo le regole di ETFplus. Come funziona il meccanismo degli ordini in generale è spiegato in come funziona la Borsa.

C'è poi la valuta. Quasi tutte le materie prime sono scambiate in dollari, e Borsa Italiana ricorda che il valore dell'investimento in euro sale o scende anche con il tasso di cambio euro/dollaro: se l'oro resta fermo in dollari ma il dollaro si indebolisce, l'ETC in euro scende. Il meccanismo, con i numeri, è in rischio cambio: come funziona.

Quanto costa un ETC e dove si vede

Un ETC ha due tipi di costo: quello dello strumento, che paghi senza vederlo, e quello di compravendita, che vedi sull'estratto conto. Borsa Italiana spiega che sugli ETC non ci sono commissioni di entrata, di uscita o di performance; c'è una commissione annua di gestione, che non viene addebitata a parte ma applicata riducendo, giorno per giorno, la quantità di materia prima a cui ogni titolo dà diritto. Su un ETC fisico lo vedi bene: l'entitlement scende lentamente nel tempo.

A questo si aggiungono le commissioni di negoziazione della tua banca a ogni acquisto e vendita, e l'imposta di bollo sul deposito titoli, che l'Agenzia delle Entrate fissa allo 0,2% annuo del valore degli strumenti finanziari, calcolata e addebitata dall'intermediario. Costi e rischi dello strumento sono riportati nel KID, il documento con le informazioni chiave previsto dal regolamento europeo 1286/2014, che va consegnato prima dell'acquisto.

Come si tassano i guadagni sugli ETC

Il guadagno che realizzi vendendo un ETC a un prezzo più alto di quello pagato è tassato al 26%, come redditi diversi di natura finanziaria previsti dall'articolo 67 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi. È lo stesso trattamento delle azioni, e la differenza con gli ETF sta tutta qui: siccome un ETC non è un fondo, anche il suo guadagno è un reddito diverso, e non un reddito di capitale.

In pratica questo significa che sugli ETC guadagni e perdite stanno nella stessa categoria. Una perdita realizzata su un ETC si può compensare con il guadagno di un altro ETC, o di un'azione, entro i quattro anni successivi; e una perdita precedente su azioni, obbligazioni o ETF può ridurre il guadagno su un ETC. Con gli ETF armonizzati non è così: il guadagno è reddito di capitale e non assorbe le perdite pregresse. Come si recuperano le minusvalenze, con le scadenze, è spiegato in minusvalenze: come si recuperano; il calcolo del guadagno parte sempre dal prezzo medio di carico.

Se hai il conto in regime amministrato, quello in cui è la banca a fare da sostituto d'imposta, il calcolo e il versamento li fa l'intermediario alla vendita.

Cosa succede se l'emittente ha problemi

Siccome un ETC è un titolo emesso da una società e non un fondo con patrimonio separato, chi lo possiede è esposto anche alla solidità di chi lo ha emesso. Per questo le strutture prevedono garanzie: negli ETC fisici la garanzia è il metallo depositato nel caveau, in quelli sui future sono attività date in collaterale. Le regole precise — dove sta il metallo, chi lo custodisce, cosa succede a chi ha i titoli se l'emittente fallisce — sono scritte nel prospetto e nel KID di ogni singolo ETC, e cambiano da emittente a emittente.

Se un ETC ce l'hai già, Quotine lo tiene nella stessa schermata di azioni ed ETF, con il suo prezzo medio di carico e il cambio: lo trovi su quotine.it.

Domande frequenti

Cosa vuol dire ETC?
ETC sta per Exchange Traded Commodity: è un titolo quotato in Borsa che segue il prezzo di una materia prima o di un indice di materie prime. Secondo Borsa Italiana è emesso a fronte dell'investimento diretto dell'emittente nella materia prima fisica o in contratti derivati su di essa, e in Italia si negozia sul mercato ETFplus.
Un ETC è un ETF?
No. Si comprano allo stesso modo, ma un ETF è un fondo, mentre un ETC, come precisa Borsa Italiana, non è un OICR: è un titolo senza scadenza emesso da una società veicolo. Per questo un ETC può seguire una sola materia prima, cosa che le regole europee sulla diversificazione dei fondi non consentono a un ETF.
Che differenza c'è fra ETC fisico ed ETC sui future?
L'ETC fisico è garantito dalla materia prima vera, depositata nel caveau di una banca, e segue il suo prezzo a pronti: per questo esiste quasi solo sui metalli preziosi. L'ETC sintetico possiede invece contratti future, che vanno sostituiti alla scadenza: questa sostituzione, il rolling, può aggiungere o togliere rendimento rispetto al prezzo della materia prima.
Come si tassano gli ETC?
I guadagni realizzati vendendo un ETC sono tassati al 26% come redditi diversi, ai sensi dell'articolo 67 del TUIR, come per le azioni. Per questo, a differenza degli ETF, il guadagno su un ETC si può compensare con minusvalenze precedenti, entro i quattro anni successivi a quello in cui sono state realizzate.
Il cambio euro-dollaro conta su un ETC in euro?
Sì. Quasi tutte le materie prime sono quotate in dollari e, come ricorda Borsa Italiana, il valore in euro dell'ETC sale o scende anche con il tasso di cambio. Se la materia prima resta ferma in dollari ma il dollaro perde valore sull'euro, l'ETC quotato in euro scende.