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Come funzionano gli ETF: cosa compri, come si comprano, cosa costano

← Magazine · Pubblicato il 12 ottobre 2026 · 7 min di lettura

Un ETF è un modo per possedere, con un solo acquisto, un pezzetto di tante società o di tanti titoli di Stato insieme. Qui trovi come è fatto dentro, come segue un indice, come si compra e si vende in Borsa, quali costi porta con sé e come vengono tassati i guadagni. È la pagina di partenza: per ogni tema ci sono gli approfondimenti collegati.

Cos'è un ETF

Un ETF è un fondo d'investimento che si compra e si vende in Borsa come un'azione e che ha un obiettivo preciso: replicare l'andamento di un indice, cioè di un paniere di titoli scelto con regole pubbliche. Borsa Italiana li definisce «fondi o SICAV a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni», il cui obiettivo è replicare indici azionari, obbligazionari o di materie prime.

La sigla viene dall'inglese Exchange Traded Fund, «fondo scambiato in Borsa». Una SICAV è una società d'investimento a capitale variabile: per chi compra funziona come un fondo, cambia solo la forma giuridica. In Italia gli ETF si scambiano dal settembre 2002, secondo Borsa Italiana, sul mercato chiamato ETFplus.

Un indice è una lista di titoli con il peso di ciascuno, calcolata da una società specializzata: per esempio il FTSE MIB per le 40 grandi società di Piazza Affari o lo S&P 500 per 500 grandi società americane.

Cosa c'è dentro un ETF e di chi è

Dentro un ETF ci sono i titoli dell'indice che segue (o contratti che ne riproducono il rendimento), e quel patrimonio appartiene a chi possiede le quote del fondo, non alla società che lo gestisce. Borsa Italiana sottolinea che il patrimonio di un ETF è «per legge di esclusiva proprietà dei possessori delle quote»: se la società di gestione fallisse, il patrimonio del fondo resterebbe separato.

Quando compri una quota, quindi, possiedi una piccola parte di tutto ciò che il fondo contiene, nella stessa proporzione dell'indice. Se l'indice ha 500 titoli, la tua quota li rappresenta tutti e 500. Per vedere quanto pesa davvero ogni società nel tuo portafoglio, sommando quello che hai in diretta e quello che hai dentro i fondi, c'è la guida su come si misura la diversificazione.

Come un ETF segue l'indice: replica fisica e sintetica

Un ETF segue l'indice in uno di due modi: comprando davvero i titoli che lo compongono (replica fisica) oppure tenendo altri titoli e firmando con una banca un contratto che gli paga il rendimento dell'indice (replica sintetica). Il risultato cercato è lo stesso: che il valore della quota si muova come l'indice.

Il metodo di replica è scritto nel prospetto del fondo e nel KID, il documento di due-tre pagine che ogni fondo deve consegnare prima dell'acquisto secondo il Regolamento europeo PRIIPs (n. 1286/2014).

Come si compra e si vende un ETF

Un ETF si compra e si vende durante l'orario di Borsa, tramite la tua banca o il tuo broker, con un ordine uguale a quello per un'azione. Su ETFplus la negoziazione continua va dalle 9:04 alle 17:30 e il lotto minimo è una sola quota, secondo Borsa Italiana: puoi quindi comprare anche una quota alla volta.

Il prezzo che vedi sul mercato si forma dall'incontro fra chi compra e chi vende. Per tenere sempre disponibile qualcuno dall'altra parte, Borsa Italiana prevede su ogni ETF almeno un market maker: un operatore obbligato a proporre in continuo un prezzo d'acquisto e uno di vendita, con una distanza massima fra i due. Quella distanza si chiama spread ed è un piccolo costo implicito di ogni compravendita.

Dopo l'acquisto, il passaggio delle quote sul tuo conto titoli avviene il secondo giorno di mercato aperto, come indicato da Borsa Italiana per ETFplus. Il percorso completo di un ordine è spiegato in come funziona la Borsa.

Prezzo di Borsa e NAV: i due valori di un ETF

Un ETF ha due valori: il prezzo di Borsa, che cambia di continuo durante la giornata, e il NAV, il valore ufficiale della quota calcolato una volta al giorno dividendo il patrimonio del fondo per il numero di quote. Borsa Italiana ricorda che il NAV viene pubblicato ogni giorno.

NAV sta per Net Asset Value, valore netto del patrimonio. In condizioni normali il prezzo di Borsa resta molto vicino al NAV, perché i market maker e gli operatori autorizzati possono creare o rimborsare quote direttamente con il gestore: se il prezzo si allontanasse dal valore dei titoli contenuti, avrebbero interesse a riportarlo in linea.

Quanto costa un ETF

Un ETF ha un costo di gestione annuo, il TER, che non paghi a parte: viene tolto ogni giorno, un pezzetto alla volta, dal patrimonio del fondo, e quindi è già dentro il prezzo della quota. TER sta per Total Expense Ratio, il totale delle spese annue in percentuale del patrimonio, e lo trovi nel KID alla sezione sui costi.

A questo si aggiungono i costi che non dipendono dal fondo ma da come lo compri: la commissione della tua banca o del tuo broker per ogni ordine e lo spread fra prezzo d'acquisto e di vendita. Sul conto titoli, poi, si paga ogni anno l'imposta di bollo dello 0,2% sul valore dei prodotti finanziari, prevista dall'articolo 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 642/1972.

Lo scarto fra il rendimento dell'ETF e quello dell'indice che segue, che nasce in buona parte da questi costi, si chiama tracking difference. Se compri a rate, con versamenti periodici, i costi per ordine pesano in modo diverso: il conto è in piano di accumulo in ETF.

Dove finiscono i dividendi e le cedole

I dividendi delle azioni e le cedole dei titoli contenuti in un ETF arrivano al fondo, che a seconda della sua classe li reinveste oppure te li paga. Un ETF ad accumulazione li reinveste e il valore della quota ne tiene conto; un ETF a distribuzione li versa periodicamente sul tuo conto.

La classe si legge nel nome del fondo (spesso «Acc» o «Dist») e nel KID. Come cambia il momento in cui paghi le tasse fra le due classi è spiegato in ETF ad accumulazione e a distribuzione.

Come vengono tassati gli ETF

I guadagni di un ETF — la differenza fra prezzo di vendita e prezzo d'acquisto, e i proventi distribuiti — si tassano al 26% come redditi di capitale, la categoria che il Testo unico delle imposte sui redditi (articolo 44, comma 1, lettera g) assegna ai proventi dei fondi d'investimento. L'aliquota del 26% è fissata dall'articolo 3 del decreto-legge 66/2014.

Le perdite su un ETF, invece, sono redditi diversi (articolo 67, comma 1, lettera c-ter, del TUIR). Questa differenza di categoria ha una conseguenza concreta: il guadagno su un ETF non si può ridurre usando perdite accumulate prima, mentre la perdita su un ETF si può usare contro guadagni su azioni od obbligazioni. Il meccanismo è spiegato in come si recuperano le minusvalenze.

Se il fondo contiene titoli di Stato, la parte di guadagno che viene da quei titoli si tassa al 12,5% invece che al 26%: l'articolo 3, comma 2, del decreto-legge 66/2014 esclude quei titoli dall'aliquota del 26%, e il decreto del Ministero dell'Economia del 13 dicembre 2011 stabilisce che per i fondi la quota si calcola in proporzione al peso dei titoli di Stato nel patrimonio. Con il regime amministrato è la banca a fare il calcolo e a trattenere l'imposta.

Se vuoi vedere carico, valore e rendimento di ogni ETF che hai, con il loro contenuto sommato al resto del portafoglio, puoi farlo nella dashboard di Quotine.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra un ETF e un'azione?
Un'azione è una quota di una singola società; un ETF è un fondo che contiene tutti i titoli di un indice, e si compra in Borsa nello stesso modo di un'azione. Con una quota di ETF possiedi una piccola parte di ogni titolo che il fondo contiene.
Si può comprare una sola quota di ETF?
Sì. Su ETFplus, il mercato di Borsa Italiana dedicato agli ETF, il lotto minimo di negoziazione è una sola quota, quindi l'importo minimo è il prezzo di una quota più la commissione della tua banca o broker.
Il TER si paga a parte?
No. Il TER, il costo annuo di gestione, viene tolto ogni giorno dal patrimonio del fondo ed è già compreso nel valore della quota. A parte paghi solo le commissioni d'ordine della tua banca o del tuo broker e l'imposta di bollo dello 0,2% sul conto titoli.
Cosa succede ai miei soldi se la società che gestisce l'ETF fallisce?
Il patrimonio dell'ETF è separato da quello della società di gestione e appartiene a chi possiede le quote. Borsa Italiana ricorda che, anche in caso di insolvenza del gestore, il patrimonio del fondo non verrebbe intaccato.
Le perdite su un ETF si possono compensare con i guadagni?
Solo in una direzione. Le perdite su ETF sono redditi diversi e si possono usare contro plusvalenze su azioni od obbligazioni; i guadagni su ETF sono redditi di capitale e non si possono ridurre con perdite accumulate prima.