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ETF monetari: cosa sono e come cresce la quota giorno per giorno

← Magazine · Pubblicato il 15 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Un ETF monetario è un fondo quotato in Borsa che ti fa guadagnare, giorno per giorno, il tasso di interesse a brevissimo termine dell'area euro, meno i costi del fondo. Dentro non ci sono azioni né obbligazioni a lunga scadenza, ma prestiti di uno o pochi giorni e titoli che scadono entro pochi mesi. Qui vedi cosa contiene, quale tasso segue, perché il prezzo sale quasi in linea retta, e come vengono tassati i guadagni.

Le basi comuni a tutti gli ETF — il fondo che segue un indice, la quota comprata in Borsa come un'azione — sono in come funzionano gli ETF.

Cosa sono gli ETF monetari

Gli ETF monetari sono ETF che investono nel cosiddetto mercato monetario: il mercato in cui banche, Stati e grandi aziende si prestano denaro per periodi brevi, da un giorno a qualche mese. Il loro obiettivo è far crescere la quota del rendimento di quel mercato, con oscillazioni di prezzo molto piccole rispetto a un ETF azionario o obbligazionario.

Si comprano e si vendono su Borsa Italiana, nel segmento ETFplus, come gli altri ETF, durante l'orario di negoziazione. Quasi tutti sono ad accumulazione: gli interessi non vengono pagati a te, ma restano nel fondo e fanno salire il valore della quota.

Quale tasso seguono: l'€STR

La maggior parte degli ETF monetari in euro segue un indice costruito sull'€STR (euro short-term rate, si legge «ester»): il tasso medio a cui le banche dell'area euro prendono in prestito denaro per un solo giorno, senza garanzie. Lo calcola e lo pubblica la Banca centrale europea, e come spiega la Banca d'Italia è pubblicato dal 2 ottobre 2019 alle ore 8 di ogni giornata operativa del sistema di pagamento Target2, sul sito della BCE.

L'€STR si muove soprattutto con le decisioni della BCE sui tassi ufficiali: quando la BCE alza o abbassa i suoi tassi, l'€STR segue nel giro di pochi giorni, e con lui il ritmo a cui cresce la quota dell'ETF. Il valore del giorno lo trovi sul portale dati della BCE.

Cosa c'è dentro: due modi di replicare

Un ETF monetario può ottenere il rendimento dell'€STR in due modi: comprando direttamente titoli a brevissima scadenza, oppure con un contratto con una banca che gli paga quel tasso. Il primo modo si chiama replica fisica, il secondo replica sintetica, e il KID del fondo — il documento di tre pagine che va consegnato prima dell'acquisto — dice quale delle due usa.

La differenza conta per due cose: per il rischio che la banca controparte non paghi (nella replica sintetica), e per le tasse, come vedi più sotto.

Come cresce la quota giorno per giorno

Il valore della quota di un ETF monetario sale ogni giorno di una piccola frazione: il tasso annuo diviso per i giorni dell'anno, meno la stessa frazione dei costi del fondo. Per questo il grafico del prezzo somiglia a una linea quasi dritta che sale, e non alla linea a zig-zag di un'azione.

Un esempio con numeri inventati per mostrare il calcolo. Se l'€STR fosse al 2% annuo e il fondo costasse lo 0,10% annuo, il rendimento lordo sarebbe circa l'1,90% annuo. Su 10.000 euro investiti, in un mese di 30 giorni la quota crescerebbe di circa 10.000 × 1,90% × 30/360 = 15,83 euro. L'€STR usa la convenzione dei 360 giorni, la stessa di molti tassi del mercato monetario.

Ci sono tre motivi per cui il risultato reale si discosta di poco dal conto teorico:

Il rendimento di un ETF monetario è quindi un rendimento variabile: se l'€STR scende, la quota continua a salire ma più piano; se l'€STR fosse sotto zero, come è successo in passato, la quota scenderebbe lentamente. È la differenza principale con un conto deposito vincolato, dove il tasso è fissato al momento dell'apertura.

Come si tassano gli ETF monetari

Il guadagno di un ETF monetario si tassa quando vendi le quote, al 26%, con una parte al 12,5% se il fondo detiene titoli di Stato italiani o di Paesi white list. È la regola di tutti i fondi armonizzati, chiarita dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 19/E del 27 giugno 2014: la quota dei proventi riferibile ai titoli pubblici è tassata al 26% solo sul 48,08% del suo ammontare, che equivale al 12,5%.

Qui la differenza fra replica fisica e sintetica si vede: la parte al 12,5% dipende dai titoli che il fondo tiene davvero, non dal tasso che segue. Un ETF monetario fisico pieno di titoli di Stato a breve avrà una quota alta tassata al 12,5%; un ETF sintetico il cui paniere non contiene titoli di Stato resterà al 26%. In regime amministrato il conto lo fa la banca o il broker, sulla base dei dati pubblicati dal fondo. Il calcolo passo per passo, con l'esempio della circolare, è in ETF obbligazionari.

Come per tutti gli ETF, il guadagno alla vendita è per il fisco un reddito di capitale: non si può compensare con le minusvalenze accumulate in passato su azioni o altri strumenti. Come funzionano le minusvalenze, e quali redditi le assorbono, lo trovi in minusvalenze: come si recuperano.

Ogni anno sul valore delle quote si paga anche l'imposta di bollo del 2 per mille prevista per i prodotti finanziari, come indica l'Agenzia delle Entrate. La trattiene la banca o il broker.

Come si legge un ETF monetario nel portafoglio

Nel portafoglio un ETF monetario si registra come gli altri ETF: quote, prezzo medio di carico, valore di mercato e peso sul totale. Poiché il prezzo sale quasi ogni giorno, la differenza fra valore di mercato e prezzo di carico ti dice in modo diretto quanto interesse hai maturato, al lordo delle tasse che pagherai alla vendita.

Su Quotine ogni ETF ha il suo prezzo di carico e il suo peso nel portafoglio, aggiornati con le quotazioni di Borsa, così vedi anche quanto della tua liquidità investita sta nella parte monetaria.

Domande frequenti

Gli ETF monetari possono perdere valore?
Le oscillazioni sono piccole, ma non nulle. Il valore della quota scende se il tasso €STR va sotto zero, come è successo in passato, oppure per un giorno o due se il prezzo di Borsa si discosta dal valore della quota. Nella replica sintetica c'è anche il rischio legato alla banca controparte dello swap.
Gli ETF monetari pagano gli interessi?
Quasi sempre no: sono ad accumulazione, quindi gli interessi restano nel fondo e fanno salire il valore della quota. Il guadagno lo incassi quando vendi le quote, ed è in quel momento che si pagano le tasse.
Cos'è l'€STR che seguono gli ETF monetari?
È il tasso medio a cui le banche dell'area euro si prestano denaro per un solo giorno senza garanzie. Lo calcola la Banca centrale europea e, come spiega la Banca d'Italia, lo pubblica alle 8 di ogni giornata operativa del sistema Target2 dal 2 ottobre 2019.
Gli ETF monetari si tassano al 12,5% come i BOT?
Solo per la parte che il fondo investe davvero in titoli di Stato italiani o di Paesi white list: secondo la circolare 19/E del 2014 dell'Agenzia delle Entrate quella parte sconta di fatto il 12,5%, il resto il 26%. Un ETF sintetico che non tiene titoli di Stato resta al 26%.
Che differenza c'è fra un ETF monetario e un conto deposito?
Nel conto deposito vincolato il tasso è fissato all'apertura e il denaro è protetto dal Fondo interbancario di tutela dei depositi; nell'ETF monetario il rendimento segue ogni giorno il tasso €STR, il denaro è investito in un fondo separato dal patrimonio del gestore e le quote si vendono in Borsa in qualsiasi giorno di negoziazione.