FTSE MIB: cos'è e come si calcola l'indice di Piazza Affari
← Magazine · Pubblicato il 3 ottobre 2026 · 6 min di lettura
Quando al telegiornale senti «Piazza Affari chiude in rialzo dell'1%», quel numero è quasi sempre il FTSE MIB. Qui trovi cosa misura, quali azioni ci sono dentro, come si arriva a quel valore in punti e come si legge.
Cos'è il FTSE MIB
Il FTSE MIB è l'indice principale della Borsa italiana: un numero unico che riassume l'andamento delle 40 azioni più grandi e più scambiate quotate a Milano. Secondo il regolamento dell'indice pubblicato da FTSE Russell (versione 5.3, agosto 2026), queste 40 società valgono circa l'80% della capitalizzazione di tutto il mercato azionario italiano: per questo, quando l'indice sale o scende, ti dice in una cifra dove si è mosso il grosso della Borsa.
Il nome mette insieme due pezzi: FTSE è la società che lo calcola (FTSE Russell, del gruppo London Stock Exchange), MIB è la sigla storica degli indici di Milano. Il regolamento dice anche a cosa serve: fare da riferimento per i futures e le opzioni sull'Italia, per gli ETF che lo replicano e per seguire le grandi società italiane. Un indice è una misura, non un titolo: non lo compri direttamente, compri semmai un fondo che ne copia la composizione.
Se ti serve un ripasso su cosa rappresenta una singola azione, parti da cosa sono le azioni e cosa ti danno.
Quali azioni entrano e quando cambiano
Entrano le 40 azioni che, fra tutte quelle quotate sui mercati Euronext Milan ed Euronext MIV Milan di Borsa Italiana, risultano più grandi e più liquide, e la lista si rivede quattro volte l'anno: a marzo, giugno, settembre e dicembre. Le regole di FTSE Russell misurano la grandezza con la capitalizzazione corretta per il flottante e la liquidità con il controvalore in euro scambiato negli ultimi sei mesi.
Due parole vanno spiegate:
- Capitalizzazione: il prezzo di un'azione moltiplicato per il numero di azioni della società. È quanto vale l'azienda in Borsa in quel momento.
- Flottante: la parte di azioni che gira davvero sul mercato, tolte quelle in mano a soci stabili come una famiglia fondatrice o lo Stato. Il regolamento esclude le azioni con un flottante pari o inferiore al 5%.
I cambi di composizione decisi nella revisione trimestrale entrano in vigore dopo la chiusura del terzo venerdì di marzo, giugno, settembre e dicembre, come stabilisce il regolamento FTSE Russell. Fuori da quelle date una società entra solo se se ne libera un posto, per esempio perché un'altra viene tolta dalla Borsa dopo un'OPA: trovi il meccanismo in come funziona un'offerta pubblica di acquisto e in cosa succede con il delisting.
Come si calcola il valore in punti
Il valore del FTSE MIB è la somma del valore di Borsa del flottante delle 40 società, divisa per un numero fisso chiamato divisore: il regolamento FTSE Russell lo scrive come I = M / D. M è la somma, azione per azione, di prezzo × numero di azioni × quota di flottante; D è il divisore, che serve a trasformare miliardi di euro in un numero comodo da leggere, i «punti».
Il divisore ha anche un secondo compito: tenere l'indice fermo quando cambia qualcosa che non è il mercato. Se una società entra al posto di un'altra, o fa un aumento di capitale, la somma M cambia di colpo; il divisore viene ricalcolato apposta perché l'indice non salti per quel motivo. Così una variazione dei punti racconta solo il movimento dei prezzi.
Il punto di partenza, secondo il regolamento, è il valore dell'indice MIB 30 alla chiusura del 31 ottobre 2003, cioè 10.644 punti; la serie storica è stata ricostruita all'indietro fino al 31 dicembre 1997. Dire che l'indice «vale 40.000 punti» non significa quindi 40.000 euro: è un numero che si confronta solo con sé stesso nel tempo.
L'indice è calcolato in tempo reale, in euro, nei giorni di Borsa aperta: secondo l'appendice del regolamento il primo valore arriva alle 9:00:30 e l'ultimo alle 17:40. Il valore di chiusura usa i prezzi dell'asta di chiusura di ogni azione.
Quanto pesa ogni società
Ogni società pesa nell'indice in proporzione al valore di Borsa del suo flottante, con un tetto: nessuna può superare il 15%, come prevede il regolamento FTSE Russell. Se una società supera quel limite alla revisione trimestrale, il suo peso viene riportato al 15% e la differenza viene ridistribuita in proporzione sulle altre.
Un esempio con numeri di fantasia, per vedere il meccanismo. Immagina un indice di tre sole società:
- A: flottante che vale 60 miliardi
- B: 30 miliardi
- C: 10 miliardi
Il totale è 100 miliardi, quindi A pesa il 60%, B il 30%, C il 10%. Se A sale del 2% e le altre restano ferme, l'indice sale dell'1,2% (il 2% di 60 su 100). Se invece è C a salire del 2%, l'indice sale solo dello 0,2%. Per questo nel FTSE MIB contano molto le società più grandi e i settori in cui sono concentrate.
Lo stesso conto — il peso di ogni pezzo sul totale — vale per il tuo portafoglio: lo trovi spiegato in come si misura la diversificazione di un portafoglio.
Indice di prezzo e indice total return
Il FTSE MIB che senti citare è l'indice di prezzo: segue solo i prezzi delle azioni e non conta i dividendi. Il regolamento FTSE Russell prevede anche una versione Total Return, calcolata in tempo reale come l'altra, che invece considera i dividendi come reinvestiti nell'indice.
La differenza si vede nei giorni di stacco: quando una società paga il dividendo, il prezzo della sua azione scende più o meno di quell'importo, e l'indice di prezzo scende con lui anche se chi ha le azioni ha incassato il dividendo. Il meccanismo è spiegato in come funziona lo stacco del dividendo. Su periodi lunghi le due versioni si allontanano parecchio: quando confronti un rendimento con il FTSE MIB, guarda quale delle due stai usando.
Come si legge una variazione del FTSE MIB
«FTSE MIB +1%» vuol dire che il valore di Borsa del flottante delle 40 società, nel suo insieme e pesato come visto sopra, è salito dell'1% rispetto alla chiusura del giorno prima. Non vuol dire che tutte e 40 sono salite: alcune possono essere scese, compensate da quelle che pesano di più.
Tre cose da tenere a mente quando lo leggi:
- È fatto di sole 40 società, scelte per grandezza e liquidità: le società medie e piccole di Piazza Affari hanno altri indici.
- Riflette i settori più pesanti: il regolamento dice che punta a riprodurre la composizione settoriale del mercato italiano, quindi se in Borsa pesano molto le banche, pesano molto anche nell'indice.
- È in euro: per chi ragiona in euro non c'è un effetto cambio, a differenza di un indice estero come l'S&P 500.
Se hai in portafoglio un ETF che replica il FTSE MIB, su Quotine lo registri come qualsiasi altro titolo e vedi quanto pesa accanto al resto di quello che hai.
Domande frequenti
- Quante azioni ci sono nel FTSE MIB?
- Quaranta. Secondo il regolamento di FTSE Russell sono le 40 azioni più grandi e più liquide quotate sui mercati Euronext Milan ed Euronext MIV Milan di Borsa Italiana, e insieme valgono circa l'80% della capitalizzazione del mercato azionario italiano.
- Ogni quanto cambia la composizione del FTSE MIB?
- La lista viene rivista quattro volte l'anno, a marzo, giugno, settembre e dicembre, e i cambi entrano in vigore dopo la chiusura del terzo venerdì di quei mesi. Fuori da queste date una società entra solo se si libera un posto, per esempio dopo un delisting.
- Cosa vuol dire che il FTSE MIB vale 40.000 punti?
- I punti non sono euro: sono il valore di Borsa del flottante delle 40 società diviso per un numero fisso, il divisore. Servono a confrontare l'indice con sé stesso nel tempo; il punto di partenza è il valore del MIB 30 al 31 ottobre 2003, cioè 10.644 punti.
- Il FTSE MIB comprende i dividendi?
- Il FTSE MIB citato di solito è l'indice di prezzo e non li comprende: quando una società stacca il dividendo, l'indice scende con il prezzo dell'azione. FTSE Russell calcola anche una versione Total Return che considera i dividendi come reinvestiti.
- Una società può pesare più del 15% nel FTSE MIB?
- No. Il regolamento fissa un tetto del 15% per ogni azione: se alla revisione trimestrale una società lo supera, il suo peso viene riportato al 15% e la differenza viene distribuita in proporzione sulle altre.