Portfolio tracker: come funziona e cosa calcola
← Magazine · Pubblicato il 8 settembre 2026 · 8 min di lettura
Un portfolio tracker e uno strumento che tiene il conto di quello che hai comprato, a che prezzo, e quanto vale oggi. Non decide niente al posto tuo: fa un'operazione di aritmetica che, se hai piu titoli su piu conti, a mano diventa lunga. Qui vediamo esattamente quali conti fa, con quali dati, e perche due tracker diversi possono darti due percentuali diverse sullo stesso portafoglio.
Che cos'e un portfolio tracker
Un portfolio tracker e un registro delle tue operazioni che ricalcola da solo il valore corrente di quello che possiedi. Gli dici cosa hai comprato, quante quote, a che prezzo e in che data; lui tiene aggiornato il controvalore usando i prezzi di mercato e ti mostra la differenza rispetto a quanto hai speso. La parola inglese tracker significa semplicemente «che tiene traccia»: e un archivio con una calcolatrice sopra, non un servizio che compra o vende per te.
La differenza rispetto all'estratto conto della tua banca e il perimetro. L'estratto conto vede solo i titoli depositati presso quella banca. Se hai un dossier in una banca, un conto presso un broker e qualche fondo altrove, nessuno dei tre estratti conto ti dice quanto vale il totale ne come sono distribuiti i pesi: quel conto lo fa il tracker, perche e l'unico posto in cui i tre elenchi stanno insieme.
Quali dati servono per ogni operazione
Per ogni acquisto o vendita servono cinque informazioni: la data, lo strumento, il numero di quote o azioni, il prezzo unitario e le commissioni pagate. Con questi cinque campi si ricostruisce tutto il resto. Se ne manca uno, il tracker continua a funzionare ma smette di essere esatto: senza le commissioni sottostima quanto hai speso davvero, senza la data non riesce a mettere le operazioni in ordine, e l'ordine conta quando vendi solo una parte di quello che hai.
Le operazioni da registrare non sono solo compravendite. Vanno inseriti anche i dividendi e le cedole incassati, gli eventuali frazionamenti di azioni (quando una azione diventa due, e il prezzo storico va riproporzionato), e i versamenti o i prelievi di contante. Sono i movimenti che, se restano fuori, fanno comparire quelle differenze inspiegabili fra il numero del tracker e il numero della banca.
Come si costruisce il prezzo medio di carico
Il prezzo medio di carico e quanto ti e costata in media una singola azione quando l'hai comprata in piu riprese a prezzi diversi: si ottiene dividendo il totale speso, commissioni comprese, per il numero totale di azioni possedute. Se compri 10 azioni a 20 euro e poi altre 10 a 30 euro, non hai un prezzo di 20 e uno di 30: hai 20 azioni a un carico medio di 25 euro. E il numero da cui parte ogni calcolo successivo, perche il guadagno o la perdita si misurano sempre rispetto a quello.
Un tracker lo ricalcola a ogni nuovo acquisto. Il passaggio delicato e la vendita parziale: quando vendi meta delle tue azioni, il carico medio delle rimanenti resta quello di prima, mentre il costo delle azioni uscite serve a calcolare il risultato di quella vendita. Su Quotine questo conto e gia fatto per te a ogni operazione che inserisci. Se vuoi vedere la formula passo per passo, con i numeri, c'e la guida al prezzo medio di carico.
Guadagno sulla carta e guadagno incassato
Un tracker tiene separati due numeri che spesso vengono confusi: il risultato latente, cioe la differenza fra il valore di oggi e il tuo prezzo di carico su titoli che hai ancora in mano, e il risultato realizzato, cioe quello che hai effettivamente chiuso vendendo. Il primo cambia ogni giorno e non e ancora successo niente; il secondo e fermo, perche quella vendita e avvenuta.
La distinzione non e solo contabile: e anche il momento in cui entra il fisco. Le plusvalenze su azioni sono tassate quando si realizzano, con l'imposta sostitutiva del 26% prevista per i redditi diversi di natura finanziaria dal D.Lgs. 461/1997 in attuazione degli articoli 67 e 68 del TUIR. Finche il guadagno resta sulla carta, non c'e nessuna imposta da calcolare. Il dettaglio, con le minusvalenze e i tre regimi fiscali, sta nell'articolo sulla tassazione delle plusvalenze su azioni.
Dove finiscono i dividendi e le cedole
I dividendi vanno sommati al risultato del titolo che li ha pagati, altrimenti quel titolo appare peggiore di com'e andato. Il motivo e meccanico: il giorno dello stacco il prezzo dell'azione scende all'incirca dell'importo del dividendo, perche quei soldi escono dalla societa e passano agli azionisti. Un tracker che registra solo il prezzo vede la discesa e non vede l'incasso, e restituisce una perdita che non e mai esistita. Come funziona quel giorno lo trovi in stacco del dividendo.
Il dividendo va registrato per il suo importo netto se vuoi che il totale corrisponda a quello che ti e arrivato sul conto: sui dividendi da azioni la ritenuta e del 26%, applicata direttamente dall'intermediario italiano. Sul netto dei dividendi c'e una guida a parte, con il caso delle azioni estere.
I costi che cambiano il totale
Tre voci incidono sul risultato e spesso restano fuori dai conti fatti a mano. Le commissioni di acquisto e vendita, che vanno aggiunte al costo e sottratte al ricavo. L'imposta di bollo sul deposito titoli, dovuta nella misura del 2 per mille annuo, cioe lo 0,20%: l'aliquota e fissata dall'articolo 13, comma 2-ter, della tariffa allegata al DPR 642/1972 e si applica alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari, come ricordato dall'Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 496 del 2019. E il cambio, per tutto quello che e denominato in valuta diversa dall'euro.
Il cambio e la voce che sorprende di piu. Se compri un titolo quotato in dollari, il tuo risultato in euro dipende da due cose che si muovono insieme: il prezzo del titolo e il rapporto euro-dollaro. Puo succedere che il titolo salga e il tuo controvalore in euro scenda, o il contrario. Un tracker che converte ai cambi corretti ti mostra i due effetti invece di lasciarti una differenza inspiegabile.
Perche la percentuale puo essere calcolata in due modi
La stessa serie di operazioni puo produrre due percentuali diverse a seconda della domanda a cui rispondi, ed entrambe sono corrette. La prima e: quanto e cresciuto ogni euro che ho messo, tenendo conto di quando l'ho messo. La seconda e: come e andato lo strumento, indipendentemente dai miei versamenti. Sono due misure distinte e servono a cose distinte.
La seconda si chiama in gergo rendimento time-weighted, cioe pesato per il tempo: neutralizza l'effetto dei versamenti e dei prelievi, per misurare l'andamento dell'investimento e basta. La prima tiene invece conto anche di quanto denaro avevi investito in ciascun periodo, e quindi risponde alla domanda su come e andato il tuo portafoglio nel concreto. Se stai facendo versamenti periodici, le due cifre si allontanano parecchio: e normale, e il piano di accumulo e il caso in cui si vede meglio.
La composizione, oltre al totale
Oltre al rendimento, un tracker calcola quanto pesa ogni posizione sul totale: si divide il controvalore di ciascun titolo per il valore complessivo del portafoglio. E il conto che rende visibile una concentrazione di cui magari non ti eri accorto, per esempio un titolo che dopo essere salito molto e arrivato a rappresentare una fetta ampia del totale senza che tu abbia comprato altro.
Il conto si complica con i fondi e gli ETF, perche dentro ognuno ci sono decine o centinaia di titoli, e lo stesso titolo puo trovarsi in due fondi diversi. Guardare dentro gli strumenti per sommare le esposizioni ripetute si chiama analisi look-through, cioe «a trasparenza». Come si misura tutto questo e spiegato in diversificazione di un portafoglio e in come si calcola un portafoglio investimenti.
Ogni quanto si aggiornano i prezzi
I prezzi che vedi in un tracker sono quelli di chiusura della borsa su cui il titolo e quotato, ripresi dopo la fine delle contrattazioni. Per Borsa Italiana la seduta si chiude nel pomeriggio; le borse americane chiudono diverse ore dopo, per via del fuso orario. E il motivo per cui, guardando un portafoglio misto la sera stessa, i titoli europei possono risultare aggiornati e quelli americani ancora fermi al giorno prima: non e un errore di cambio, e semplicemente una borsa che non ha ancora chiuso.
Cosa resta in capo all'intermediario
Un tracker ricostruisce i tuoi numeri, ma i documenti fiscali li produce chi custodisce i titoli. Se sei in regime amministrato, e la banca o il broker a calcolare e versare l'imposta per te, ed e la sua certificazione a fare fede; il tracker serve ad avere il quadro d'insieme e a capire come si e formato quel risultato. Le due cose convivono bene: una ti dice quanto e dovuto, l'altra ti fa vedere da dove viene.
Domande frequenti
- Che differenza c'e fra un portfolio tracker e l'estratto conto della banca?
- L'estratto conto mostra solo i titoli depositati presso quell'intermediario, e per legge e il documento che fa fede. Un portfolio tracker mette insieme le posizioni che hai presso intermediari diversi e calcola il quadro complessivo: il valore totale, il peso di ogni titolo e il rendimento dell'insieme. Sono due cose complementari: la certificazione fiscale resta quella dell'intermediario.
- Perche il mio tracker mostra un rendimento diverso da quello della piattaforma dove ho comprato?
- Quasi sempre per una di tre ragioni. La prima e il metodo di calcolo: la percentuale che tiene conto di quando hai versato il denaro e quella che misura solo l'andamento dello strumento (il rendimento time-weighted, cioe pesato per il tempo) danno numeri diversi sulle stesse operazioni. La seconda sono i dividendi: se non vengono sommati al risultato del titolo, quel titolo appare peggiore di com'e andato. La terza sono commissioni e cambio, se non risultano registrati.
- Un portfolio tracker calcola anche le tasse che devo pagare?
- Ricostruisce le grandezze da cui le imposte dipendono: il prezzo medio di carico, la differenza fra guadagno ancora sulla carta e guadagno realizzato con una vendita, i dividendi incassati. Il calcolo che fa fede resta pero quello dell'intermediario quando sei in regime amministrato, perche in quel caso e lui il sostituto d'imposta e applica direttamente l'imposta sostitutiva del 26% prevista dal D.Lgs. 461/1997.
- Devo inserire anche i dividendi e i frazionamenti azionari?
- Si, altrimenti i numeri si allontanano dalla realta. Il dividendo va inserito perche il giorno dello stacco il prezzo dell'azione scende all'incirca di quell'importo: senza l'incasso registrato compare una perdita che non c'e stata. Il frazionamento va inserito perche cambia il numero di azioni e il prezzo storico va riproporzionato, altrimenti il prezzo medio di carico resta calcolato su una quantita che non esiste piu.
- Come si tiene conto dei titoli in valuta estera?
- Il controvalore va convertito in euro al cambio del momento, e questo significa che il tuo risultato dipende da due movimenti insieme: quello del prezzo del titolo e quello del rapporto fra le due valute. Puo capitare che il titolo salga in dollari e il controvalore in euro resti fermo o scenda. Un tracker che applica i cambi corretti mostra i due effetti separatamente invece di lasciare una differenza senza spiegazione.